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Due passi lassù…

…dove il cielo è più blu.

Buongiorno! Questa volta usciamo dai classici canoni a cui vi ho “abituato” e facciamo una capatina nel mondo del trekking!

Io pratico per lo più Escursionismo, che per me equivale a lunghe camminate possibilmente sui 2000mt. Se lungo il tragitto si trovano brevi ferrate, nevai o guadi va benissimo. Camminare sotto la pioggia va benissimo. Quasi mai arrampicata.

Per anni ho utilizzato scarpe in cuoio grasso, a volte con inserti in tessuti tecnici, tutte tassativamente impermeabili. Sempre cercato costruzioni solide, massicce. A volte troppo, probabilmente.

Le ultime, Tecnica, hanno cominciato a cedere due anni fa, dopo quasi 10 di onoratissimo servizio. Mai neppure un’infiltrazione, nonostante la membrana impermeabilizzante non fosse la più blasonata goretex ma tecni-dry. Ottima.

Questo per dare una panoramica sul tipo di utilizzo che le mie scarpe devono affrontare e i criteri di scelta che utilizzo durante il loro acquisto.

Bene, due anni fa ho deciso di dare un taglio all’abitudine e andare su qualcosa di totalmente nuovo,per me.

Ed ho comprato queste…

Di pelle, nemmeno l’ombra.

Tutti tessuti tecnici, classificate Waterproof, linea sportiva e suola dal disegno quasi running. Leggerissime. Made in China.

Volevo davvero mettermi, e metterle, alla prova.

E così, dopo 2 anni di uscite nelle condizioni sopra descritte, ( per gradi ovviamente,la diffidenza in certe circostanze😁…) oggi tiro le somme sperando vi possa essere utile.

PREGI:

Leggere.

Flessibili.

Buona impermeabilità.

Buon grip.

Costruzione robusta.

La costruzione è solida, non soffrono nemmeno nelle corse giù per i ghiaioni. I materiali e tessuti utilizzati sono di qualità, anche l’aspetto non è vissuto dopo vari strapazzi. Su questo avevo dubbi, lo confesso.

Ottima la soluzione degli occhielli cuciti, da una grande robustezza senza rischio che saltino pezzi. Hanno solo due coppie di gancetti metallici.

Il loro punto forte è l’estrema comodità di calzata. Favolose. Le tieni ore ed ore senza accorgertene, non le togliersti mai. Io ho un piede magro con pianta larga e collo poco pronunciato. L’allacciatura è ben progettata e fa si che il piede sia ottimamente contenuto ma non bloccato. Essenziale nelle discese ripide. Decisiva, nella camminata, si è dimostrata questa linguetta di contenimento blu che vedete nella foto, dietro.

Rende infilarle un po’ più complicato, se non le slacciate per un bel pezzo, ma si ripaga con un lavoro egregio. Il piede sta comodo e non si sposta. Un calzascarpe facilita molto.

La loro flessibilità è dovuta anche alla leggerezza della suola, cosa che non è sempre un pregio, come vedremo.

Il grip è molto buono sui fondi molto accidentati, aiutato anche dalla suddetta flessibilità, molto buono su fango e rocce bagnate-scivolose, buono su fondo boschivo, discreto su pietrame di dimensione ridotte. Questo per via del battistrada con scolpiture e chiodi poco profondi. Lì a volte si perde.

Devo dire che pur non essendo Vibram la mescola utilizzata è valida.

L’impermeabilita‘ va in crisi solo con immersione continua e prolungata oltre i 2 minuti, stando immobili in acqua corrente. Se si cammina in acqua per brevi tratti, tutto ok fino quasi alla caviglia. Neve, nessun problema se non affondate per lunghi tratti. Buon risultato.

DIFETTI

Suola troppo leggera.

Impermeabilità non eccelsa.

Sottopiede di scarsa qualità.

La suola ha presentato questo problema, per me grosso, praticamente subito. Si sentivano le punte dei sassi più grossi sotto la pianta del piede, davvero snervante sul lungo. Però il fatto di flettere benissimo dando molta presa al piede mi ha spinto a cercare una soluzione, semplice a dir la verità, prima di eliminarle. Ho cambiato sottopiede con uno molto più serio, con inserti ammortizzanti e rinforzi nei punti giusti. ORA vanno molto molto meglio e le uso con piacere!

L’impermeabilita è buona ma migliorabile. Sotto un’acquazzone tremendo di quasi un’ora ho cominciato a sentire un po’ di umidità. Prova dura, direte voi, ma io Odio avere i piedi bagnati dentro scarpe di questo tipo. Per sicurezza, se il meteo è incerto, prima di partire una spruzzata di Collonil Carbon Pro. E sto a posto.

Il sottopiede, veramente bruttino, era causa di scarso comfort per me. Troppo leggero, unito alla suola anch’essa leggera, rendeva l’utilizzo ostico. Risolto, come detto sopra.

Bene, a questo punto direte voi, le ricompreresti?!?

SI, come dico sempre tenete conto dell’utilizzo che dovrete farne. Non sono calzature da utilizzo estremo o durissimo, hanno dei piccoli difetti che possono rivelarsi enormi in certi ambiti. Sono ben fatte, facilmente reperibili nei negozi specializzati anche in montagna. Hanno un rapporto qualità-prezzo davvero buono. Facilmente le troverete sui 110-130€ massimo.

Se quanto ho scritto dall’esperienza sul campo vi sembra adatto a voi, corrisponda alle vostre esigenze, andate a provarle.

Marca: CMP

Modello: RIGEL

Buoni passi, a presto!

Giacomo.

"Quanta strada nei miei sandali…

…quanta ne avrà fatta Bartali!” (cit. Paolo Conte )

Buongiorno! Oggi parliamo di un articolo che spesso viene giudicato come “troppo semplice” per essere degno di particolari attenzioni. Il SANDALO. Che sia da uomo o da donna si tratta di una calzatura che per un certo periodo dell’anno è al centro della scena. Quasi sempre sottovalutata la necessità di attenzione nella scelta perché tanto “ è solo per l’estate…” . Invece, proprio per le sue caratteristiche strutturali, è necessario porre altrettanta attenzione a come si comporti ai nostri piedi, prima dell’acquisto. Tenete conto che, rispetto ad una calzatura classica, ha molti meno punti di ritenuta del piede. Ciò rende ancora più importante ogni componente della suola, perché da questi deriverà il modo in cui la scarpa segue i vostri movimenti. E vi sostiene. Questo è il più importante aspetto da osservare. Poi, essendo utilizzato in un periodo molto caldo, hanno estrema importanza i materiali di cui è composto. Il sudore, chi più chi meno, è acido e assieme allo sfregamento produce un usura e sfregamento che potrebbero portare conseguenze spiacevoli. Si parla di vesciche, arrossamenti, irritazioni, gonfiore. Più i materiali saranno naturali più i Vs piedi si troveranno a beneficiarne.

Ecco l’etichetta che DEVE essere presente sulla calzatura al momento dell’acquisto. Inutile dire che più simboli “cuoio” si trovano, meglio è.

Ma quanta strada hanno fatto finora i sandali? Parecchia direi. La prova dell’esistenza di #scarpe e #sandali risalgono al paleolitico. Tracce di un’impronta simile ad una scarpa sono state rinvenute in #Francia,in una grotta, e sono state datate a circa 40.000 anni fa. In #Russia, in un sito del tardo paleolitico, sono stati ritrovati resti con frammenti di pelli e perline d’avorio sparse lungo i piedi, caviglie e tibie. Siamo a 29.500 anni fa.
Alcuni dipinti rupestri rinvenuti in Spagna, del periodo compreso tra 15.000 e 12.000 a.c. , testimoniano come l’esigenza dell’uomo di proteggersi i piedi sia antica. Le prime forme erano semplici sandali di rafia, foglie di palma o legno.

Con il passare dei secoli la fattura dei sandali e scarpe indicò sempre di più lo status sociale. Nell’antico Egitto solo i grandi sacerdoti e i sovrani potevano indossare sandali d’argento decorati con pietre preziose. Presso la corte del faraone esisteva anche una carica legata a questo privilegio: i portatori di sandali. Dato che nei luoghi sacri si entrava solo a piedi nudi, loro avevano il compito durante le cerimonie, di fare la guardia alle preziose calzature o di seguirli portandole su di un cuscino.

Un altro esempio potrebbe essere Nerone, che amava i sandali d’argento, di fattura però più complessa di quella utilizzata in #Egitto.
E così via…

Continuare l’escursus storico sarebbe troppo lungo, questo è stato giusto per dare un’idea di quanto possiamo andare indietro nel tempo grazie a questa semplice calzatura.
Ed oggi?

Oggi i sandali hanno una posizione controversa, soprattutto nel caso della versione MASCHILE, in quanto nessuna cultura occidentale li considera calzature degne di questo nome. Persino nei paesi in cui fanno parte dell’abbigliamento quotidiano, quando si tratta di incontrarsi con americani od europei, gli uomini d’affari li scartano senza esitazione in favore di scarpe più classiche.
Gli estimatori dello stile classico arricciano il naso di fronte ai sandali,per loro sono calzature da persone incivili. Eppure hanno una loro utilità; sulla spiaggia,al lago, in campagna,in cortile, in una città di mare o per una sortita estiva per fare shopping… Sicuramente disdegnarli completamente è altrettanto sconsigliabile quando privarsi di bermuda o t-shirt.
Possiamo dare alcuni piccoli suggerimenti per quanto riguarda il loro utilizzo, per far si che sia il più consono possibile:
1- Per poter indossare i sandali occorre avere piedi ben curati. Controllare il loro stato prima di pensare anche solo di metterli ai piedi.
2- Se proprio arrivaste a porvi la domanda se fossero troppo casual, la risposta sarà sempre SI.
3- I sandali non dovrebbero mai essere indossati per un’occasione che si possa descrivere come un’evento sociale.

Per carità, sono presenti sul mercato decine di modelli dallo stile classico, pulito e con una loro “eleganza” se vogliamo, che abbinati ad abiti in linea con il gusto e stile possono fare una bella figura. Sempre indossati nel giusto modo e nel giusto contesto, ma non saranno mai giudicati adatti ad una situazione formale.

Bisogna dire che il gentleman moderno ha dalla sua alcune possibilità “furbe” grazie all’abilità ed inventiva degli artigiani e designer odierni. Derby in pelle intrecciata, con inserti in canvas, con la tomaia traforata. Resta però sempre e comunque l’importanza della qualità dei materiali,imprescindibile per assicurare la traspirazione del piede in un’ambiente caldo.

Per chi poi preferisce una calzatura creata su misura le possibilità si moltiplicano. Infatti a quel punto pochi sono i limiti che la fantasia,il gusto e lo stile possono avere. Ho visto creare derby-sandalo assolutamente favolose…

Questa volta le donne sono decisamente più fortunate, inutile dirvi quanti modelli assolutamente eleganti vengano proposti ed universalmente accettati nella maggior parte della società odierna. Per voi, sig.re&sig.ine, c’è davvero solo l’imbarazzo della scelta rispetto a stile,occasione,fisico ecc ecc..
Alla fine di tutto, la cosa più importante restano la vosta comodità e benessere. Prestate perciò si attenzione allo stile ma soprattutto alla fattura e vestibilità di ciò che acquistate. Molto più semplice arrivare a fine giornata con i piedi affaticati da un paio di sandali piuttosto che un paio di Oxford in cordovan.

Spero che questo articolo sia stato un piacevole diversivo in queste giornate roventi.

Buoni passi e buona…estate!
Giacomo.

Belle bellissime ma… Non fanno per me!

Quante volte vi sarà capitato di pronunciare queste parole, o di averle sentite dire da qualcuno? Magari proprio durante un giro di shopping dedicato ad un nuovo paio di calzature Troppo alto il tacco, troppo a punta, troppo tonde, troppo originali, troppo colorate, troppo serie, troppo belle (?!)
Se per caso vi doveste riconoscere in una di queste situazioni, sappiate che secondo me, vi siete presi in giro da soli/e . Credo che nel momento in cui una parte di voi ammetta che un dato articolo vi piace, sia plausibile che questo faccia per voi. Certo, ad una prima occhiata quel paio di scarpe verdi non rispecchia il vs solito stile, dopotutto il classico vi rappresenta in maniera perfetta però, se qualcosa vi stuzzica mentre guardate la vetrina, fatevi trasportare ed entrate, chiedete di provarle e guardate come possono caratterizzarvi in quel momento. Potreste scoprire un nuovo modo di vedervi e spesso basta un piccolo particolare per far uscire, in maniera sottile anche, una sfumatura del Vs carattere. Perché spesso, durante i ns acquisti, siamo vittime inconsapevoli del personaggio che ci siamo cuciti addosso. Ma praticare uno strappo in quell’abito puo’ essere davvero terapeutico, credetemi, l’ho provato in prima persona e … WOW!

Eccole le colpevoli della mia rivoluzione interiore, non ho più smesso di acquistare scarpe colorate ed ho scoperto un mondo e un modo nuovo di indossare e abbinare qualsiasi tipo di abito. Non c’è stile che non possa giovare dal lasciarsi andare ad una digressione e soprattutto non esiste uno stile che sia “troppo bello per voi”. Nel momento in cui vi stuzzica, vi attrae, vuol dire che in qualche modo sapreste immaginarvelo addosso.

Ed allora fatelo, provate e riprovate e nella vs mente cominceranno ad affacciarsi le possibilità di utilizzo ed abbinamento con ciò che avete già.
Io nel mio piccolo, negli anni, ho imparato ad eliminare totalmente questa frase così categorizzante: “Non fa per lei” ! Non esistono limiti per quel che riguarda il gusto delle persone con cui ho a che fare. Gli unici limiti su cui possiamo discutere sono quelli FISICI, il resto è tutto un mondo di possibilità aperte di cui è meraviglioso parlare e confrontarsi a quattr’occhi.
Se vedo un paio di scarpe che mi attirano entro e le provo. Poi possono STARMI MALE in rapporto alla mia struttura fisica,proporzioni e portamento ma se non ci si osserva…

Che voi siate adepti del TotalBlack o del FullColor un passetto nella direzione opposta, state tranquilli, non vi nuocerà.
Per quanto mi riguarda, se un giorno dovessi accompagnare chiunque stia leggendo queste righe, vorrei fosse chiaro che il mio supporto sarà unicamente rivolto alla Vs soddisfazione, immediata e futura. E se questo vorrà dire mettere in discussione lo stile di una vita, avrete con voi un consigliere spassionato.
Fatevi coraggio, avanti!

Buoni passi
Jack.

Lo stile, senza incertezze.

Ed eccoci di nuovo qui. E’ arrivata l’estate, il periodo di massimo utilizzo della calzatura aperta. Mai come in questo momento le scarpe, complice il “ritirarsi” degli abiti e della loro presenza scenica, si trovano così al centro dell’attenzione. Quindi si presta attenzione alla forma, alla comodità, al colore,allo stile e alla cura dei propri piedi, veri protagonisti di ogni Vs outfit. Inutile dire quanto sia importante, ancora di più in questa stagione, scegliere scarpe di ottima qualità. Infatti un buon materiale non vi farà sudare o sarà comunque in grado di assorbire il sudore senza diventare maleodorante. Quindi finisce qui, tutto a posto? Certo che no.

Pronti a vedere qualcosa di brutto&scomodo?

Eccolo qui!

Ebbene si, capita. Il tacco alto, ma non solo, può portare alla fuoriuscita delle dita dalla sagoma della scarpa. In sostanza si procede con le dita “aggrappate” disperatamente al bordo della suola, portando ad un’andatura scomoda, sfregamento eccessivo della pianta,affaticamento delle gambe e delle articolazioni e … concedetemelo, un’effetto estetico che fa davvero ribrezzo.

Si può ovviare con un piccolo trucco. Semplice,efficace,invisibile al 90%.Si tratta semplicemente di inserire un piccolo mezzo sottopiede in gel/silicone trasparente esattamente sotto la pianta del piede. Sono di solito di misura tale da non fuoriuscire e seppure variabili in forma e spessore a seconda della marca, difficilmente interferiscono con la calzata. Eccone due modelli differenti.

Quello della Bama è leggermente più ampio e meno spesso. Sono entrambi autoadesivi grazie al materiale di cui sono composti. Il bello è che sono virtualmente riutilizzabili all’infinito dato che, una volta esaurito l’effetto adesivo magari spostandoli da una scarpa all’altra, basta lavarli con acqua e sapone neutro. E torna tutto come prima. Così se ne acquistate più paia ve li potete comunque giostrare su più modelli. Non aiutano solamente per i tacchi alti, ma risolvono anche il problema di suole che ammortizzano poco, o troppo poco spesse, e che causano dolore sotto la pianta.

La loro funzione sui tacchi alti viene svolta così; offrono un’appoggio / freno al piede che, invece di scivolare in avanti, resta al suo posto. Così eviterete di dovervi “aggrappare” con le dita al bordo, vesciche e calli dovuti allo sfregamento continuo della pelle sul sottopiede e, per chi soffre di alluce valgo, di pesare con tutto il corpo sulla zona dolorante. Sono veramente un aiuto molto valido e, sopratutto, effettivo.

Al momento dell’acquisto magari estraeteli dalla confezione, tanto la parte adesiva è protetta da una pellicola. In questo modo potrete valutarne meglio forma e spessore.Questo è quanto potete fare DOPO l’acquisto delle vostre amate scarpe.

Quanto potete fare PRIMA è valutare la calzatura in base alla FORMA del vostro piede. Dato che gli articoli che normalmente trovate in commercio non possono seguire perfettamente ogni curva dei vostri piedi, dovrete porre attenzione a come essi le calzeranno. Ancora di più quando si tratta di sandali che lascino le dita scoperte, poichè nulla le tratterrà. Può non essere facile. Sopratutto, quando qualcosa ci attira molto, è difficile essere obbiettivi, anche verso noi stessi. Se non vi sentiste sicuri, indecisi o dubbiosi, contattatemi. In un sol colpo vi sarete presi cura della vostra salute

e del vostro investimento economico.

Buoni passi, a presto!

Il vello d’oro della steppa!

Oggi parliamo di un tipo di pellame che ai più, con il semplice nome, non dirà nulla. Si tratta dell’ ASTRAKAN. E che sarà mai? Vi illumino immediatamente, basta questa foto e chissà a quanti torneranno in mente immagini richiamate dalla vs memoria d’infanzia.

Era un classico, per le sig.re degli anni’ ’60-’70, avere una pelliccia od un cappotto confezionato con questo particolarissimo vello. Di colore blu-nero, soffice al tatto tanto quanto pare irsuto alla vista. Ma da dove proviene questo pellame tanto particolare?

Si tratta della Pelle di una razza di agnello originaria della regione della Buchara, siamo posizionati nel Turkestan, sugli altipiani dell’Asia centrale. L’astrakan deriva il suo nome dall’omonima antica capitale del Turkestan,(oggi Russia), fondata dai Tartari nel XIII secolo sulla riva del Volga.La pelle è di dimensioni ridotte perché, particolare un po’ cruento, l’animale viene ucciso nel primo o secondo giorno di vita. Il pelo è corto, molto fine e morbido, leggermente ondulato ma non ricciuto come quello del persiano. Possiamo partire dal ‘700, periodo in cui veniva usato per adornare le divise militari russe dei massimi esponenti della casta dell’esercito. Collo,polsini, bordi e copricapo erano in astrakan. Possiamo proseguire con gli scià di Persia, che erano solito utilizzare un copricapo in astrakan arricchito di gemme, così come poi avvenne per i più alti gradi dell’aristocrazia Zarista.

Questo materiale ha vissuto veri momenti di gloria alternati a periodi di oblio. Negli anni ’20 – ’30 venne utilizzato sopratutto per i cappelli e i bordi degli articoli più alla moda.

Nei ’50-’60 bordi, mantelle e scaldamani …

Negli anni ’70 grandissimo ritorno grazie alla “FUR OBSESSION” imperante in quegli anni.

Carlo Tivioli ne fu uno dei massimi esempi dell’epoca, utilizzando il più piatto tra le pellicce in fantasiosi patchwork che ben si adattavano alle forme “slim” dell’epoca.

Negli anni ’90 tocca a PRADA, MARNI, FENDI far si che ci sia un nuovo periodo di splendore per questo vello. Ne vengono realizzate collezioni intere.

In momenti più recenti altri grandi stilisti, tra cui FERRAGAMO e DOLCE&GABBANA, ne hanno ripreso l’utilizzo con risultati davvero notevoli.

Tornando a noi, vi domanderete a questo punto, qual’è la relazione tra l’Astrakan e un blog riguardante le scarpe ?! Presto detto, con l’Astrakan si possono confezionare anche eccellenti calzature. Eccone qualche esempio…

Sono calzature che non passano sicuramente inosservate, dotate di una grande morbidezza e in grado di tenere il piede al caldo in situazioni davvero ostiche. Certo, i modelli che i marchi solitamente propongono non si addicono sicuramente ad essere usati alla stregua di lussuosi doposci, ma si trovano alcune eccezioni.

Ed eccone una sulla quale ho avuto il piacere di poter intervenire dopo l’acquisto.

Il cliente in questione, entusiasta dell’articolo, necessitava però di un rialzo al tacco di 8mm.

Si tratta di un’intervento non difficile ma su cui prestare estrema attenzione, poiché ne deriva l’equilibrio di tutta la scarpa.

Ecco a voi le foto del lavoro svolto.

Una volta eliminato il sopratacco originale viene portato a nudo la struttura del tacco e aggiunti strati di cuoio in misura tale da raggiungere lo spessore desiderato. Una volta fatto questo vanno livellati in modo che il nuovo sopratacco sia esattamente parallelo al piano d’appoggio.

Dopo aver ottenuto questo,bisogna ripristinare l’estetica originale in modo che l’intervento risulti invisibile. Quindi si applicano strati di tintura e cera in più passaggi consecutivi. Dopo di che si prosegue con una adeguata lucidatura.
Una volta finito, il risultato sarà questo…

Così si è riusciti a conciliare una necessità ed un desiderio in una volta sola, senza perdere nulla in fatto di funzionalità ed estetica. Un altro piccolo grande vantaggio di avere chi, nel momento dell’acquisto, può essere al tuo fianco con competenza, disponibilità e libertà di opinione, tempo, mezzi e capacità, per accompagnarti anche in futuro nel viaggio che vorrai compiere con le tue scarpe.

Buoni passi…

IO NON SONO CIO' CHE CREDI!

This is my town.
In Venice you walk a lot.

There are no cars, no bicycles can be used.

We use the boat a little, except for those who work there.

Walking a lot of shoes are fundamental and for this there is much attention to this article.

An attention that in me was born from an early age when I was carrying my mother’s shoes from the shoemaker and I… stayed there watching him work.

Dark Shop, gruff frown, Tuscan always in the mouth, smell of transparencies, glues that intoxicated… stunned, one of those images and those sensations that are in the mind, in the heart and in the nose!

The time and a series of vicissitudes have taken me away from my city, and to go through various roads ma…il my way brought me back to the shop! This time behind the counter I! Not even thirty, with a beard cured, so much desire to do, to learn, to experiment. With time, changes of residence, jobs etc etc. the “case” wanted me to take that path (it is the case to say it).
For 12 years I was a shoemaker, a shop in a shop, a city in the city, evolving, growing up. Understanding what I liked to do and what not! I managed to get out of the cliché of the “cobbler in Cave”, and always trying to establish, with the people who addressed me, a dialogue, suggesting little things, explaining my work, hearing. Perhaps this is the aspect of my work that I most appreciate. I love talking to customers, I love to devote time to them, I love to listen to their doubts, their perplexities, their curiosities sometimes even their outbursts. I still love to find solutions that can satisfy them fully,

I love to explain with simplicity and completeness what they are wearing, what involves using certain footwear, how it could prevent inconvenience and why a solution could be more suitable. I like to be honest with them, as a friend should be, and I know that this is appreciated by those who do not need falsehoods but dispassionate advice, as I know that at times this spying because you are not accustomed to bluntness, to frankness especially when you have to buy something. I don’t think it’s useful for anyone to lie, a dissatisfied customer is a lost customer, a lost customer is not a customer!

My goal is not to spend money, my goal is to make people feel good, to turn to me satisfied with what he bought or what he did not buy!

These are the reasons why I have made my passions and have, to some extent, invented a profession (in Europe we are in 2).

I am not a buyer, I am not a personal shopper in the strict sense of the term, I come with you, I listen, I observe, I evaluate your needs and the peculiarities that make you unique in the body and in the way of being. I propose solutions, alternatives and, if needed and there is no escape, I say NO!

Do not recommend a purchase, because a counselor can also advise against when this is to the advantage of his protégé. You can discover great things when you can talk and listen, in this case you can also make great strides in many ways, even in terms of health. A right or wrong shoe at your feet can make the day wonderful or heartbreaking, for pleasure or for duty you’ll have to wear them for many hours a day and the effects in the long run you see. I observe them every day as I walk through Venice looking at the legs and the soles of those who turn around me.
Professional deformation but it gives me even more motivation.

In this regard, on my blog There is a small article concerning the choice of shoes for children, few notions, basic but important. All this to clarify what I do, after many ask me and make it clear that it is not only a way to earn bread, is part of me, is sharing, is desire to be useful and to contribute to my way to the happiness of others!
Good steps and soon.

Dalla pianta, le nostre radici, il loro futuro.

L’IMPORTANZA DELLE SCARPE PER I PICCOLI.

Spesso si trascura l’importanza che rivestono le calzature nei primi anni di vita dei bambini ed è un grosso errore, che rischia di compromettere la loro postura negli anni a venire con tutte le conseguenze che questo può avere.

Il piede umano è un meccanismo particolarmente complicato: decine di ossa mobili, muscoli, tendini che lavorando assieme, compiono il piccolo miracolo del camminare in posizione eretta e la capacità di affrontare virtualmente qualsiasi percorso. Ecco la rappresentazione della struttura ossea del piede.

L’uso delle calzature per camminare viene consigliato mediamente attorno ai 14 mesi ed unicamente per uscite esterne questo perché è importante che il bambino cammini scalzo il più possibile. Il piede non è ancora ben formato e l’arco plantare, in formazione, il camminare scalzi fa sì che il piedino non si “adatti” ad una struttura preformata non adatta.

Ecco una sintesi semplificata delle possibili malformazioni del piede.

Una volta che cominci a deambulare e a farlo fuori casa, è essenziale far indossare calzature adeguate a questo momento, che abbiano delle caratteristiche ben precise.

ASSOLUTAMENTE SI

  1. E’ molto importante che la scarpina sia munita di tacco separato dal resto della suola.
  2. Altezza circa 1/10 della lunghezza della suola.
  3. Deve esserci un minimo di spazio tra la pianta ed il tacco.
  4. Poi è molto meglio se la scarpa all’interno presenta un plantare anatomico munito di rialzo all’altezza dell’arco plantare.

Ecco un esempio di come dovrebbe essere il plantare interno delle vostre scarpine, non serve sia rigido ma meglio se in cuoio-pelle.

Se la stagione / modello lo consentono meglio con collo ALTO, così che la caviglia sia ben sostenuta nei suoi movimenti. Sostenuta ma non contenuta, quindi nulla di rigido.

ASSOLUTAMENTE NO

  1. calzature prive di sostegno/rinforzo interno all’altezza del tallone, zona di solito occupata dal “contrafforte”. Quello mediale e laterale sono necessari per evitare che la tomaia ceda. Questo perché il piede deve restare nella sua sede, non ballare a dx o sx o peggio, completamente uscire dalla sua zona. (vedi foto)
  2. No a suole in blocco unico.
  3. No a fodere sintetiche, i piedini devono traspirare. (vedi legenda a fine post)

Altre attenzioni importanti sono:

  1. No a scarpe più grandi/lunghe/larghe perché “poi tanto cresce”, la scarpa e il piede si devono muovere in sincrono nel giusto modo e nei giusti punti.
  2. Meglio siano munite di lacci o, in caso di velcro, che le fettucce congiungano più punti, sempre per un fatto di contenimento.
  3. Per un fattore di maggior comfort e praticità (sia loro che vostra) se le trovate con una membrana in gore-tex o similare è il top. Restano asciutti se piove o si gettano nelle tanto amate pozzanghere e il piede respira. E voi state più tranquilli.

Il piedino cresce, fino ai 3 anni, di circa 4mm al mese ciò significa che la scarpina andrà sostituita ogni 2-3 mesi.

Semplici regole che vi faranno osservare i progressi del vs bimbo/a con più tranquillità senza dimenticare che esse valgono anche quando i vostri pargoli non saranno più così piccini.Certo, non è facile scegliere e districarsi tra la quantità infinita di calzature per bimbi e, qualora ne aveste bisogno, sarà per me un piacere guidarvi in questo compito.

Ecco una piccola legenda riguardante i materiali che più spesso potrete trovare impiegati nelle calzature.

Ovviamente,spesso, la maggiore quantità di materie naturali presenti indica una migliore qualità.

Buoni passi, a presto.

Croce o Delizia?  Gentildonne,  Rene vi vizia!

Buongiorno! Oggi vi propongo una piccola recensione. Qualche giorno fa, complice la richiesta di una cliente, sono andato a valutare una calzatura. Questo sandalo sling back, open-toe, in raso nero, caratterizzato da un’elegante incrocio in perle sul collo del piede. Lo produce Rene Caovilla, brand di assoluta eccellenza. Oltre ad essere sicuramente molto bello, elegante e raffinato, è anche ben pensato. Sì, perché l’estetica non può e non deve essere l’unico metro di valutazione di una calzatura. E io faccio in modo sia così. Subito Mi ha colpito l’incrocio di perle. Idea di stile ma che può avere alcune criticità. Lo sfregamento sul collo e la capacità di resistere alle forze in gioco durante il passo, sono le due principali. Qui sono affrontate con perizia. Le perle, di per se, sono già un’idea furba in quanto sferiche. Quindi potremmo definirle “morbide” sulla pelle. Quella che si trova nel punto esatto di giunzione dell’incrocio e’ stata per di più smussata dal lato interno. Gli anellini con castoni a tutto tondo hanno un diametro lievemente inferiore alle perle, così restano elegantemente proporzionati senza interferire con la loro superficie. Il tutto è assemblato utilizzando filo in ACCIAIO, non nylon come troppo spesso accade e le cui conseguenze potete immaginare. Attenzioni che rendono la calzatura decisamente più solida nella sua scintillante eleganza e pratica nell’utilizzo. Qualità che, su questi articoli, non sempre coincidono. Anche Il resto non presenta incertezze o falle. Concludiamo su questa piccola meraviglia con la suola finemente glitterata, oramai segno distintivo del brand. E poi si vedrà al piede, vera prova decisiva.

https://www.renecaovilla.com/it/sandalo-in-raso-e-perle.html

La natura sulla pelle …

… che effetti ha?

Restiamo in ambito invernale. Mai come in questa stagione le calzature, in ogni loro parte, vengono messe a dura prova dagli agenti atmosferici. Spesso possono subire danni se non gravi, quantomeno fastidiosi per il proseguo della giornata.
Basti pensare ad un paio di scarpe inzuppate …

Come dice un noto slogan “prevenire è meglio che curare”.

Vediamo quindi, con questo piccolo vademecum, in cui sarò abbastanza generico, come prevenire. Avrete bisogno di alcuni piccoli accessori, nulla di che ma essenziali per ottenere risultati soddisfacenti. Suggerisco vivamente di non delegare ad altri questi piccoli accorgimenti, fatelo voi e po ditemi se non vi ha dato soddisfazione!

Step 1
Prendete le vostre amate scarpe, inserite le forme o se non ne avete, riempitele con un bel pò di carta straccia, questo permetterà di avere la pelle ben tirata (anche le scarpe hanno le rughe!). Prima di iniziare, dare una buona spazzolata alle scarpe. Per pulire la zona del guardolo lo strumento migliore è uno spazzolino da denti.

NECESSAIRE :

1) FORME 2) SPAZZOLINO 3) SPAZZOLINO IN OTTONE 4) GUANTO IN LANA 5) TAMPONE SPARGICREMA

SCARPE IN CUOIO GRASSO:

Queste sono, come si può facilmente immaginare, le più facili da manutenere. Di questa categoria possono fare parte calzature da montagna, da trekking, da neve, da lavoro, stivali da moto, anfibi di stile militare, scarponcini, selle, stivali da equitazione etc etc…

Il prodotto migliore, se non sono scarpe casual da utilizzare ogni giorno o, al contrario, se svolgono ruoli pesanti ogni giorno, è il grasso. Il classico barattolo di latta “grasso di foca” , tanto facile da trovare nei negozi di accessori per calzature.

Tranquilli, non è vero grasso di foca, ad oggi son grassi vegetali, il nome è stato mantenuto perché storico. Ha la controindicazione di rendere la calzatura un po’ “pastosa” diciamo. E’ impegnativo da assorbire e non va bene su pellami troppo rifiniti o sul camoscio ma, su quelli giusti, li rende perfettamente impermeabili, morbidi e caldi. Nel caso di calzature da lavoro un trattamento una volta alla settimana farà bene. Spargetelo con uno straccio,in maniera uniforme e con movimenti circolari. Non troppo,basta stenderne un velo. Poi lasciate li qualche ora. Dopodichè strofinate con un panno di lana,se vi piace una rifinitura più lucida. Per gli stessi impieghi, ma con un grado di rifinitura maggiore, c’è questo bel prodotto della SAPHIRE. Molto nutriente e che permette un migliore risultato se si vuole, lucidandole CON ENERGIA, che splendano.

SCARPE IN CAMOSCIO O PELLAME SCAMOSCIATO.

In questa categoria, la più delicata, inserisco anche i famosi UGG. Questi temono i liquidi, MOLTO. Se si bagnano,macchia quasi assicurata e piedi a mollo. Appena li comprate,trattateli.

Poi decidete che effetto volete ottenere. Dico questo perché, in commercio esistono dei buoni prodotti spray per camoscio, in grado di ridare un po’ di tono al colore della scarpa. Sono leggermente impermeabilizzanti. Eccovene una selezione.

Meglio usare un tono di colore più chiaro, rispetto all’originale, se non trovate l’esatta tonalità. Se proprio vi sentite diffidenti provate nella zona interna.

Prima pulite la scarpa con lo spazzolino, in ottone, in ogni parte in modo da sollevare un po’ il “pelino” e poi, da una distanza di circa 20cm, spruzzare il prodotto in maniera uniforme. Senza soffermarsi su di un punto,muovetevi e non fate chiazze perché son difficili da assorbire e potrebbe formarsi una macchia. Lasciate asciugare una mezz’ora e poi spazzolate leggermente.

Se invece volete semplicemente prevenire macchie o sono calzature invernali che prevedete di utilizzare anche con il maltempo, meglio andare su prodotti più specifici. In questo caso, tra tutti quelli che ho provato, i brand dei prodotti spray sopraelencati, producono i migliori impermeabilizzanti.Ma la medaglia d’oro va al Collonil Carbon Pro.

Ottimo, funziona su qualunque materiale ed offre una protezione di alto livello a lungo. Sono tutti prodotti INCOLORI. Per il resto vale la stessa procedura degli spray colorati. Non trasformeranno uno “Chukka Boot” in un Hunter da caccia, ma vi salveranno tranquillamente dalle piogge, anche abbondanti. Questi prodotti sono utilizzabili anche su calzature in tessuto,effettuando la spazzolatura iniziale con una spazzola morbida ed evitando quella finale.

Due accortezze; svolgete l’operazione appoggiando le scarpe su di un piano che avrete preventivamente protetto e in un luogo aerato. Odorano, parecchio, di chimico-silicone. Anche dopo il trattamento, la fase di asciugatura, meglio farla fare dove circola aria.

SCARPE IN PELLE “LISCIA”

In questa categoria inseriamo tutte le scarpe che, di solito, maggiormente popolano le scarpiere. I prodotti che vi mostro di seguito sono tra i migliori in commercio, hanno tutti prezzi abbordabili e una grande varietà di colorazioni. Importante la presenza di cere naturali in buona quantità.

Si applicano, dopo un’accurata spazzolatura iniziale, con uno straccetto o con il tampone visto all’inizio. Dipende da quanto vi piace sporcarvi le mani e che grado di precisione volete. Le dita, per questo, sono il top. Come per gli spray, scegliete un tono di colore più chiaro rispetto a quello della calzatura, se non è esattamente il suo. Con i classici blu scuro-nero-testa di moro non avete di queste preoccupazioni, se la vs scarpa è di questo colore. La crema va data prima sullo straccetto-tampone POI sulla scarpa. Questo per evitare macchie date dalla permanenza,anche breve, del lucido inutilizzato sulla pelle. Movimenti circolari, attenti a coprire ogni angolo, quantità QB. Questo è un fattore che imparerete con la pratica ma meglio due passate distanziate di una mezz’ora che una troppo abbondante. Lasciate asciugare finché al tatto non vi sembreranno assolutamente “normali” , non semplicemente asciutte.Poi,panno di lana e olio di gomito per lucidare. Più lucidate più le cere si scaldano e donano lucentezza. Meglio con movimenti circolari.

IN CASO DI CALZATURE DOTATE DI BROGUE ( la bucherellatura d’ornamento tipica delle scarpe inglesi) se questa si dovesse riempire di crema, togliete il sovrappiù con uno stuzzicadenti o un bastoncino cottonfioc.

Nel caso invece non ve la sentiate di giocare con i colori, sappiate che ognuno di questi marchi propone la stessa crema nella tonalità “neutro”, trasparente, incolore. Va benissimo ugualmente, magari alla lunga avranno semplicemente l’aria un po’ più vissuta e la pelle presenterà sfumature più particolari.

CALZATURE IN RETTILE O MATERIALI ESOTICI.

Di solito anguilla, pitone, coccodrillo, caimano, non hanno molta paura dell’acqua. Tut’alpiù, se hanno colorazioni particolari, meglio proteggere e quantomeno nutrirle. Questo prodotto è quello con cui, in assoluto, mi sono trovato meglio. La procedura è la solita,la quantità da utilizzare è minima, in quanto molto liquido. La spazzolatura-lucidatura finale a seconda dei gusti.

Incolore, delicatissima. Da ottimi risultati in termini di morbidezza e lucentezza. Eviterà le macchie da pioggia ma non rende impermeabili i materiali.

Conto che questa piccola guida possa aiutare chi, in inverno, si ritrova spesso con piedi gelati, bagnati o scarpe rovinate da pioggia e neve. Siete in parecchi, da quanto sento. Ovviamente, se dovessimo avere il piacere di incontrarci di persona, potrò soddisfare le Vs curiosità in maniera più specifica.

Buoni passi e a presto!

Jack.

CALZATURE IN CUOIO GRASSO.

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qUESTE

Guerra&Pace, dalla trincea alle sfilate.

E’ arrivato l’inverno e, con il freddo, escono dal letargo le calzature più robuste e calde che possediamo. Tra queste spiccano sicuramente, per molti di noi, gli stivali. Un paio di stivali può essere confortevole, durevole e pratico. Questo però non vuol dire che non possa essere anche bello.In questa categoria possiamo inserire gli scarponcini allacciati militari, in particolar modo quelli americani e tedeschi, del dopo guerra. Gli scarponcini da combattimento originali erano dotati di suole chiodate e lastre metalliche di rinforzo su puntale e tallone.

Negli anni ‘60 e ‘70 questo tipo di calzature venne adottato come tratto distintivo di culture urbane come punk, skinhead, rocker.

Come si può ben vedere, dallo stile originale ad oggi, non sono stati apportati grossi cambiamenti. Anzi,mai come in questi ultimi anni la foggia dei cosiddetti “anfibi” è stata così simile all’originale.

Nel tempo ovviamente sono quasi scomparsi i rinforzi metallici, per renderne l’uso giornaliero più confortevole, e permettendo così il loro diffondersi nello stile di tutti i giorni, estendendo il loro uso anche alle donne, trascendendo la classe sociale.

Ma -CHI- , realmente, fece compiere a questa calzatura il balzo che, tutt’oggi, le consente di dominare una buona fetta di mercato?!

Il principale innovatore di questo prodotto è stato il Dottor Klaus Maertens, un medico militare tedesco in servizio nella seconda guerra mondiale. Nel 1945 si infortunò ad una caviglia mentre sciava sulle alpi bavaresi e, durante la convalescenza, si rese conto di quanto fossero diventati scomodi i suoi scarponi d’ordinanza. Quindi si mise al lavoro e, assieme ad un compagno di università, il Dottor Herbert Funck, ne progettò un paio con tomaia più morbida e suole speciali, imbottite.

Dopo la guerra ne avviò la produzione, utilizzando scarti di gomma da aeroporti militari per rendere le suole più comode. Iniziò il successo e la diffusione in varie classi sociali di entrambi i sessi, tanto che alla fine degli anni ‘50 avevano sbaragliato la concorrenza sul mercato tedesco.

In Gran Bretagna i due soci vendettero il brevetto alla R. Griggs del Northamptonshire, che nel 1960 lanciò i 1460: un modello ad otto buchi color bordeaux.

E’ l’inizio di un successo mondiale ed universale.

La Griggs non solo rese più familiare il nome eliminando la dieresi, ma cambiò il tacco, aggiunse le classiche cuciture gialle e inserì il nome AirWair sulle suole di gomma ammortizzate con cuscinetto d’aria. Questo nuovo look consacrò definitivamente l’estetica Dr.Martens.

La produzione si diversificò abbastanza velocemente anche se, all’inizio, non brillava per varietà di modelli. Era comunque una scarpa comoda e resistente, che andò a ruba tra postini, poliziotti ed operai.

Nel corso del tempo gli anfibi Dr. Martens vengono prodotti in una vasta gamma di colori vivaci, motivi trendy, varie misure del gambale.

Alcuni modelli diventano delle vere icone, influenzando irreversibilmente la produzione di massa degli scarponcini di stile militare. Ne vengono realizzate anche molte “Limited Edition”

Un’ulteriore evoluzione, alquanto furba oserei dire, fu quella del modello “Beatle”, ossia il tipico stivaletto inglese portato al successo dai “FabFour”.

Ecco la perfetta fusione dell’idea Tedesca con lo stile Inglese più classico. Inutile dire quanti abbia fatto felici questa versione, strizzando l’occhio ad uno stile più neutro, adatto al daywear.

Inoltre, nel 2009, la collaborazione tra il marchio Dottor Martens e lo stilista Jean Paul Gaultier si concretizzò in nuovi e sorprendenti modelli, caratterizzati sopratutto da un decoro a rete realizzato al laser. Questo portò i Dr Martens a sfilare sulle passerelle di tutto il mondo!

Non c’è bisogno d’altro, credo, per avere conferma dell’importanza di questa scarpa nella storia recente della calzatura, veramente mondiale. Ha saputo infatti superare i decenni evolvendosi senza perdere lo spirito originale ma, anzi, acquistandone in versatilità.

Questo nuovo articolo spero dimostri come, anche i modelli più osteggiati dai puristi della calzatura, possano acquisire un grande valore culturale e storico. In più vorrei invitarvi ad un’ulteriore riflessione; questa è la storia di un successo che passa attraverso la genialità e l’intraprendenza di persone appartenenti, fatalità, a 3 nazioni tra le più profondamente separate tra loro dalla guerra e dalla storia. Un prodotto, nato dallo scarto di un’evento tremendo a livello socio-culturale, che ha saputo diventare simbolo di sottoculture prima, e di unione poi.

Buoni passi, a presto.